IV sec

prima del 1000/1100

Acta Pilati è un apocrifo del Nuovo Testamento, la cui forma primitiva può essere fatta risalire alla metà del IV secolo. Dal V secolo è stato unito all’apocrifo Vangelo di San Nicodemo, di cui costituisce i primi 11 capitoli. Negli Atti viene descritto nel dettaglio il processo di Gesù con le testimonianze a suo favore di tutti coloro che ha risanato. Per la prima volta entra in scena una donna di nome Veronica, che testimonia di essere stata guarita da Gesù da un’emoraggia che durava da dodici anni. 

Testimonianza di un paralitico

Un altro Ebreo prese coraggio e disse a Pilato: “Ti prego di permettermi una parola”.
Il governatore gli rispose: “Dì quello che vuoi”.
Quello gli parlò in questi termini: “Io ho passato quarant’anni sdraiato su di un letto preso da grandi dolori e sofferenze.
Quando Gesù venne c’era un buon numero di indemoniati, di gente affetta da varie malattie, e per opera sua tutti guarirono.
Alcuni giovani ebbero pietà di me.
Mi sollevarono coricato sul letto, e mi portarono da lui.
Allorché il Signore mi vide, ebbe pietà di me e mi disse: “Amico, prendi il tuo letto e vattene”.
E all’istante io fui guarito, presi il mio letto e camminai”.

Gli Ebrei dissero a Pilato: “Domandagli in qual giorno l’ha guarito”.
Pilato disse a colui che era stato liberato dalla sua malattia: “Dì la verità, in qual giorno ti ha guarito?”.
Egli rispose: “Un giorno di sabato”.
Gli Ebrei dissero a Pilato: “Non è forse come ti abbiamo detto? Guarisce e scaccia pure i demoni di sabato”.

Altre testimonianze. Un Ebreo disse: “Io ero cieco dalla nascita. Udivo la voce, ma non vedevo la figura delle persone; e quando Gesù passò gridai a gran voce: “Abbi pietà di me, figlio di David, abbi pietà di me!”.
Egli stese le sue mani sui miei occhi, e all’istante io vidi”.
Un altro prese coraggio verso di lui, e si espresse così: “Io ero storpio e mi fece diritto con una parola della sua bocca”.
Ed ecco che un altro prese coraggio.
Disse: “Io ero lebbroso e mi ha purificato”.
Una donna di nome Veronica da lontano si alzò.
Disse: “Io perdevo sangue; toccai il suo vestito e la sorgente del mio sangue si arrestò”.
Gli Ebrei dissero: “Abbiamo per legge che una donna non può testimoniare o proferire parola”.

Numerosi altri, sia uomini che donne, gridavano: “Quest’uomo è un profeta o un Dio.
Gli obbediscono gli stessi demoni”.
A questi che dicevano: “Gli stessi demoni gli obbediscono”, Pilato domandò: “Perché non gli obbediscono i vostri dottori?”.
Essi risposero a Pilato: “Risuscitò dai morti Lazzaro che era morto e si trovava nella sua tomba”.
Il governatore ebbe paura. Disse a tutta la moltitudine degli Ebrei: “Perché volete versare un sangue innocente?”.

da Memorie di Nicodemo, Papiro copto di Torino