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Il 3 gennaio del 1208, papa Innocenzo III, istituisce per la prima domenica dopo l’ottava dell’Epifania la solenne processione nella quale si portava “tra inni e cantici, tra salmi e fiaccole” dalla Basilica Vaticana alla vicina chiesa di Santa Maria in Sassia, l’immagine di Cristo, ora chiamata Veronica “detro una cassa d’oro e d’argento con pietre preziose appositamente preparata”. Alla partecipazione alla liturgia era connessa un’indulgenza di un anno.

Innocenzo III volle unire in questa nuova festa romana, diventata subito popolare e motivo di affluenza di pellegrini anche di regioni lontane, l’incentivo della pietà suscitato dalla processione con la predica del papa e dalla ostensione della immagine, a quello della carità, con l’offerta a favore dell’ospedale fatto costruire vicino alla Chiesa.

L’indulgenza ne era il corollario, affinché coloro che partecipano a quella cerimonia liberalius et hilarius se exhibuerint salubriter celebrare, come disse lo stesso papa nel sermone inaugurale della festa.

Sermo Viii. Dominica prima post Epiphaniam; PL 217, 350.

Nella breve apostolica Ad commemorandas nuptias Innocenzo III  dichiara l’Ospedale di Santo Spirito  “Santa Stazione”: deve essere mostrato il velo della veronica dove ogni giorno viene deterso il volto di Cristo nei sofferenti e nei bisognosi.

PiranesiOspedaleSantoSpirito

 

Dalla Schola Saxonum sorta presso la porta Santo Spirito per i pellegrini inglesi in visita al santuario di Pietro, fu fondato nel 794 lo xenodochio, per l’accoglienza dei pellegrini e dei poveri, dal quale si sviluppò l’Ospedale detto in Saxia, uno dei più antichi della città, presso la chiesa di Santa Maria in Saxia, poi di Santo Spirito. Il nuovo ospedale, riconosciuto nel 1198 da Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni 1198-1216), fu affidato ai Cavalieri Ospitalieri del Santo Spirito, dediti alla cura degli infermi e dell’infanzia abbandonata, per la quale fu istallata la cosiddetta ruota degli esposti.

Il Banco di Santo Spirito fu fondato nel 1605 da papa Paolo V presso l’arcispedale di Santo Spirito in Saxia a Roma. Rifondato dopo la crisi degli ultimi anni dell’Ottocento, divenne poi dell’IRI per confluire, poi, nella Banca di Roma

Il santuario della Divina Misericordia. Anche dopo le secolarizzazioni dei beni ecclesiastici la chiesa ha continuato a fungere da punto di riferimento spirituale per le esigenze dell’ospedale, anche per la presenza di una Confraternita Ospedaliera. Nello stesso tempo fungeva anche da parrocchia per San Pietro, per tutto il territorio di detta parrocchia nello stato italiano dopo il riconoscimento dello Stato Città del Vaticano. Nel 1986, poiché tutte le abitazioni si erano trasformate in uffici cessò la funzione parrocchiale. Nel 1993 il cardinale Camillo Ruini, vicario del papa, la promosse a Centro di Spiritualità della Divina Misericordia, legato alla figura di suor Faustina Kowalska, successivamente proclamata santa. La chiesa di Santo Spirito assunse anche il nome di santuario della Divina Misericordia.