1368

1300

Copia della Veronica di san Pietro, detta Veronica d’oro, pittore romano, tempera su carta in fibra di lino,

Praga, Tesoro del Duomo.

Carlo IV ebbe la possibilità di vedere tre volte la reliquia romana. La prima durante il suo pellegrinaggio segreto nel 1346; la seconda quando si è inginocchiato – ancora in incognito –  davanti alla Veronica la notte precedente la sua incoronazione nel 1355; la terza nel 1368 quando ricondusse Urbano V a Roma. Si ritiene che le copie conservate nel Tesoro del Duomo di Praga furono eseguite durante questo terzo viaggio, in quell’occasione il Papa concesse all’Imperatore il privilegio di vederla accompagnato dai suoi artisti e di eseguirne copie. Delle copie, questa che è la più antica, sembra però essere di un artista romano.

Karl Pearson così commenta questa immagine: “Su sfondo oro è rappresentato un volto di tipo bizantino. L’imperatore Carlo IV l’ha riportata a Praga dal suo viaggio a Roma nel 1368. Porta il titolo: Veronica vera in tabula aurea ed è custodita nel duomo di Praga. (Eppure non vedo motivo per l’affermazione che l’immagine sia pensata in relazione alla leggenda della Veronica.)”

Il matematico non conosceva, quindi, la storia di queste Veroniche, ma la sua certezza nel considerarle copie del Mandylion, depone a favore della tesi che che l’Acheropita Edessena e la Veronica romana fossero lo stesso oggetto o una la copia dell’altra. 

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