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Veronica su pelle, ognuna cm 8,4 x 4,2, XV secolo, Kloster Wienhausen, Germania.

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Foglio con otto Veroniche, Kloster Wienhausen, Germania

I piccoli sudaria del convento cistercense di Wienhausen in Sassonia dipinti senza grande stile e calcolato effetto, suscitavano però l’affetto della gente. Dipinti su cuoio o pergamena, le Veroniche prodotte in serie erano usate come badges per i pellegrinaggi o immagini per la devozione personale. Una funzione non precludeva le altre: una rubrica di una breviario del XVI secolo identifica in modo esplicito una Veronica aggiunta/attaccata in cuoio come proveniente da Roma: “Bacia l’immagine di Cristo – come Lui stesso la consegnò a Veronica – che viene da Roma”. Il fatto che l’immagine sia un po’ rovinata ci fa capire che la monaca seguiva l’indicazione.

Le Veroniche di Wienhausen sembra fossero fatte da e per le monache, per la loro devozione, o, quando necessitava, date come regali alle loro sorelle di altri monasteri cistercensi. Il gruppo di otto Veroniche è la prova che erano prodotte per l’uso interno.

Il foglio proveniente da Wienhausen è sempre stato considerato come un resto del processo di produzione. Vi è però un esemplare simile nel libro dei Salmi cistercense fatto per una monaca non prima del 1462. Il blocco di quattro Veroniche incollato nel retro della copertina iniziale mostra che questi fogli non erano sempre tagliati, ma deliberatamente conservate en bloc. Ogni Veronica è identica, segnata da una serie di caratteristiche tipiche: le lunghe ciocche di capelli neri che si combinano con la barba, formando una cornice di tre ciocche al volto; gli occhi che guardano verso sinistra; l’aureola divisa in tre parti iscritta in un doppio cerchio e, non di minore importanza, lo scuro pallore  attribuito all’originale romano.

Il blocco di Veroniche del libro dei Salmi di Copenhagen non contraddice l’ipotesi che le veroniche piccole fosse intese per la distribuzione. Considerate a colori, d’altro canto, fanno parte di un disegno che abbraccia il tutto. Il chiasmo dei colori usati – blu lungo una diagonale e rosso per l’altra – legano i Volti insieme, come un’unità.

Supponiamo che il foglio di Copenhagen rappresenti un’aggiunta, perché è incollata sul manoscritto, in modo simile a come i badges erano attaccati alle rilegature e ai margini dei manoscritti. Gli esempi di Veroniche cucite o attaccate a fogli dei manoscritti, sebbene non particolarmente comuni, sono frequenti. Il breviario di Filippo II di Borgogna contiene sei Veroniche inserite, non tutte aggiunte, e probabilmente originalmente erano di più.

Cfr.  Jeffrey F. Hamburger , The Visual and the Visionary Art and Female Spirituality in Late Medieval Germany, ZoneBook-New York, 1998

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Fonte kunera obj 11529obj 11530obj 15435 e obj 14047