1532

1500

Sábana Santa, copia della Sacra Sindone, 1532,  Capilla Santiagueña, Convento de Santo Domingo, Santiago del Estero, Argentina.

Sul fronte reca l’iscrizione VERUM SACRAE SINDONIS EXEMPLAR e sul retro […] TAURINI il che fa presumere che sia una copia della sindone di Torino.

Particolare del volto

La tradizione locale racconta che nel 1532, quando la Sacra Sindone, conservata nella cattedrale di Chambery, venne salvata dall’incendio venne posta tra due teli sui quali nel tempo rimase impressa la santa immagine. Del prodigio se ne resero conto dopo il trasferimento della Sindone a Torino e il sommo pontefice volle che le due copie fossero inviate una in Francia e una ai re cattolici di Spagna. Alla fine del XVI secolo, re Felipe II la inviò in America scegliendo Santiago del Estero come “Madre de ciudades argentinas”. La copia della Sindone fu custodita dai Gesuiti fino a metà del secolo XVIII. Dopo la partenza dei gesuiti se ne presa cura la famiglia Díaz Gallo fino al 1902 quando passò ai Domenicani.

Foto e notizie historiedades

Segnalato da Laura

Numerosissime sono le copie della Sindone di Torino. La prima rappresentazione in assoluto, del XVI secolo, è quella del medaglione-ricordo del Museo di Cluny di Parigi trovato nella Senna nel 1855.

La copia di Dürer? del 1516, conservata a Lier nella chiesa di s. Gommaire in Belgio, è la prima pittura in assoluto che riproduca integralmente la Sindone anche se ridotta di un terzo rispetto alla lunghezza reale.

Una probabile copia molto nota è quella di Besançon, scomparsa in un incendio nel 1349. Forse ritrovata nel 1377 andò definitivamente distrutta durante la Rivoluzione francese.

Ad Inzago (MI) si conserva una copia della Sindone (probabilmente antecedente l’incendio del 1532) della ven. Maria Francesca di Savoia donata a s. Carlo Borromeo da Emanuele Filiberto.

Le sindoni successive all’incendio del 1532 sono 52: o con data scritta (27) o facilmente databili (25) e sono tutte evidentemente copie di quella di Torino, riconoscibili facilmente dalle bruciature dipinte.

Fonte Sindone&Scienza