XVII

sanMarcoMadrid

Pietro Strozzi, Sudario della Veronica, 1617-20, cappella della Soledad,  chiesa di San Marcos, Madrid, Spagna.

Sul bordo inferiore semicoperto dalla cornice si legge bene solo la prima riga di un’iscrizione:

” … Paulus v  pre sumentibus sine licentia ab ipso vel a successoribus …. exemplum a ssumere huius imaginis…”

La scritta, come l’immagine, coincide con quelle delle copie dello Strozzi conservate a Vienna e Bologna.

La tela fu donata da papa Paolo V al cardinale D. Luis Homodey.  D. Carlos Homodey y Pacheco, Marqués de Almonacid y de Castel-Rodrigo, Príncipe Pío de Saboya edificò un piccolo oratorio e l’immagine venne conservata nella Cappella de la Concepción detta anche del Volto Santo (Cara de Dios).  

Nel 1967 l’immagine è stata trasferita nella chiesa di San Marco.

Dall’anno 1700 fino a agli anni ’30 del XX si è celebrata per la calle Princesa, ogni Venerdì Santo una romería in onore alla Cara de Dios. La romería era accompagnata da un clima di festa, tanto che nel 1899 Carlos Arniches creò una novella comica, La Cara de Dios, che divenne il libretto dell’omonima operetta del maestro Chapí.

Foto di Enrique Cordero

All’origine di questo modello di veronica è la richiesta, nel 1616, della cancelleria imperiale di Vienna a Paolo V di una copia del Volto Santo per la regina di Polonia, Costanza. Paolo V, non potendo rifiutare la richiesta della corte imperiale di Vienna di una copia della Veronica, ne affidò l’incarico a Pietro Strozzi. Motivò poi il ritardo con la difficoltà di reperire tra i canonici un buon pittore poiché allora solo ai canonici era concesso l’accesso alla reliquia.
Grimaldiche aveva visto la reliquia nel 1606, reputò la copia dello Strozzi fedele all’originale e riferisce che l’artista/canonico realizzò altre cinque copie. Oltre a quella per la sagrestia del Vaticano e per la regina della Polonia, le altre erano destinate al Papa, al Granduca di Toscana e al vescovo Roberto Ubaldini di Montepulciano.

Il 7 settembre 1616 una lettera di Papa Paolo V  proibisce qualsiasi nuova copia, sotto pena di scomunica.

Oltre alla copia conservata al Schatzkammer nel Palazzo Hofburg di Vienna, un’altra copia del 1617 è stata trovata a Chiusa Sclafani, vicino a Palermo. Papa Clemente VIII la diede a un frate francescano, Innocenzo, suo consigliere personale a Roma.

Identiche sono questa copia di Madrid e la copia segnalata da Falcinelli di Bologna donata sempre da Paolo V.

In occasione dell’esposizione del 1621, voluta da Gregorio XV, vennero autorizzate altre due copie della Veronica. La copia conservata nella Chiesa del Gesù a Roma fu donata quell’anno da Papa Gregorio XV alla duchessa Sforza.

Infine la copia di Venetico, in Sicilia, è dei tempi di Urbano VIII.


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