1618

Giacomo Grimaldi, Opusculum de SS. VERONICAE SVDARIO, Et Lancea, qua Salvatoris nostri Iesu Christi latus patuit In Vaticana Basilica maxima veneratione asservatis. Vaticano, 1618. In Arch. del Capitolo di S. Pietro, Mss., H.3, datato 3 maggio 1618.

Giacomo Grimaldi, archivista e chierico beneficiato alla Basilica Vaticana. Presente ai lavori di demolizione dell’ultima parte della vecchia basilica, ci ha lasciato preziose indicazioni sulla sua struttura e i suoi dipinti. Nell’opuscolo del 1618, ancora inedito, ha raccolto la storia le liturgie e le notizie sulle tre maggiori reliquie di san Pietro: la Veronica, la Lancia di Longino e il capo di Sant’Andrea. La stesura del manoscritto fu richiesta per salvaguardare le notizie e le celebrazioni riguardo la Basilica Costantiniana demolita per la nuova basilica di San Pietro.

All’inizio del volume un fitto indice riassume i principali fatti narrati in ordine cronologico: nella colonna di destra viene indicato il numero di pagine corrispondenti, nella colonna di sinistra viene indicata la data dell’evento. Si comincia dal 34 d.C. (Sudarium a Veronica defertur Romam) e si giunge fino al 1619.

Nel libro si trovano numerose e ben fatte trascrizioni di epigrafi e riproduzioni in disegno delle cappelle e delle decorazioni. Come la riproduzione a destra dell’Oratorio della Veronica. La reliquia era conservata nella parte alta. La pala sull’altare sembra riprodurre l’opera di Ugo da Carpi (Opusculum de sacrosancto Sudario Veronicae et Lancea… Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8404, cartaceo, Giacomo Grimaldi, 1628, f. 113)

 

 

 

 


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