1646

Il 6 aprile 1646, nel municipio di Manoppello, viene compilato e sottoscritto il verbale comprovante la verità della Relatione Historica, stesa da Donato da Bomba, e la donazione, avvenuta nel 1638,  del Volto Santo ai Cappuccini da parte di Donato de Fabritiis.

Nell’atto di donazione si afferma che il Velo è giunto a Manoppello agli inizi del 1500.

Le cronache della Provincia presentano Donato da Bomba come religioso di santità perfetta e ci narrano i prodigi operati per la di lui intercessione. Raccoglie notizie e scrive la sua “Relazione storica” sulla venuta del Volto Santo a Manoppello (1640-1646), epoca in cui le tradizioni del popolo alla Sacra Effigie erano ancora intatte ed esistevano ancora le famiglie dei Leonelli, dei Petrucci e dei De Fabritiis. Infatti in quell’epoca vi erano in Manoppello varie persone ottuagenarie, nonagenarie ed anche centenarie, tra le quali alcuni di casa Leonelli e specialmente Marzia moglie del soldato Pancrazio Petrucci. In seguito compila e sottoscrive il verbale di lettura e di approvazione della suddetta Relazione, firmato dalla verità dei fatti narrati, insieme ad altri 13 anziani e notabili cittadini, il Luogotenente di Manoppello e il Dottor Donato Antonio De Fabritiis (1646). Morì nel convento della SS. Incoronata di Sulmona il 7 agosto 1649.

Nel 1646 i Cappuccini espongono per la prima volta il Volto Santo alla venerazione dei fedeli.

Del Manoscritto di padre Donato da Bomba vennero fatte tre copie; due con bellissimi caratteri ne fece il padre Ambrogio Amati da Penne (poi da Pescara) (+1649) nel 1645; una delle quali venne all’inizio conservata nell’archivio del convento di Manoppello, e poi, per maggior cautela, nell’archivio della Provincia monastica dell’Aquila unitamente alla lettera autografa del padre Provinciale fr. Silvestro Marone da Fara S. Martino (1595+1656) che ciò appunto ordinava in data 30 settembre 1647; l’altra copia fu inserita nell’archivio del Convento di Atri, poi spostata nell’archivio del convento dell’Aquila, con l’apporto di alcune note di padre Fr. Francesco da Campli (+1678), di famiglia nel convento di Manoppello fin dal 1645, dove assistette a diversi prodigi operati dal Volto Santo, e Guardiano nel 1669. Un’altra copia del Manoscritto, senza data, ma molto antica, era stata posta nell’archivio del convento di S. Michele in Aquila e attualmente si trova nel convento dei frati cappuccini di Manoppello.

Ma il Manoscritto Originale fu posto nell’archivio del convento dei Cappuccini di Vasto e non fu mai pubblicato e la propagazione della conoscenza del Volto Santo avvenne solamente per le grazie elargite dal Sacro Velo e fino ad oggi non si conosce ancora la causa per la quale il manoscritto è rimasto sconosciuto.

Cfr. Fabrizio Tricca, Donato da Bomba, il primo storico del Volto Santo di Manoppello, PDF,  in  Bollettino Volto Santo, n.1/2011

 


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