1834

1800

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Madre Dolorosissima, 1834, risguardo anteriore di protocollo, notaio Donato Supino di Montesarchio (BN), Italia.

I notai sono tenuti a rilegare gli atti stipulati in un anno in uno o più volumi, i protocolli.
Nella rilegatura la coperta, spesso in pergamena, viene ripiegata e incollata nella parte interna del piatto (supporto rigido, nel nostro caso di cartone) e i rimbocchi così realizzati vengono nascosti incollandovi sopra un foglio di carta, la controguardia.
Alcuni notai utilizzano come controguardia delle stampe realizzate con la tecnica dell’incisione, per lo più con bulino.
Le stampe rinvenute sono quasi esclusivamente di carattere religioso e ciò fa pensare che più che una motivazione estetica dietro la scelta ci fosse la volontà di porre la propria attività di notaio sotto la protezione/guida del santo.
La cosa non è così strana se si considera che fino al XIX secolo lo strumento notarile iniziava sempre con l’invocatio: l’invocazione più diffusa era In Christi nomine amen.