1849

1800

Nel gennaio del 1849, Papa Pio IX, in esilio a Gaeta per il conflitto che avrebbe portato alla Repubblica romana, chiese che il Santo Volto fosse pubblicamente esposto tra le feste di Natale e dell’Epifania. Il terzo giorno dell’esposizione, il giorno dell’Epifania, il velo improvvisamente rivela il Volto del Salvatore. Il prodigio dura circa tre ore.

Uno dei canonici dipinse il volto così come era apparso. Il disegno fu  riprodotto su tela di lino e le copie, dopo esser state messe a contatto con la reliquia originale per divenire reliquie da contatto, vennero distribuite ai fedeli. L’usanza si mantenne per oltre 50 anni.

Stranamente questo episodio non è citato da Gaetano Moroni, allora segretario particolare di Pio IX, né dove narra i fatti della Repubblica romana, né sotto la voce propria Veronica, dove riporta tutte le ostensioni della reliquia. Abbiamo però un commento, datato lo stesso 1849, del santo curato d’Ars.

“Sabato, 6 gennaio 1849.

Il Rev.mo Canonico Fantaguzzi alle ore 14 e 3/4 espose le Reliquie Maggiori, come aveva fatto nei giorni antecedenti, alla loggia di S.Veronica [•••]. Mentre i Rev.mi e Sigg.ri Canonici poneansi ginocchioni per celebrare le prescritte orazioni, prima di chiudere nell’armadio consacrato le Reliquie Maggiori, osservarono nel Sudario, come in effigie, i lineamenti e le fattezze di Nostro Signore Gesù Cristo, in quel modo stesso a cui era ridotto, allorché pativa per la redenzione e salute dell’uman genere; cose non mai vedute per l’addietro; perché in quell’adorabile Volto non vi si può neppure scorgere la traccia di un benché leggero lineamento. Stupefatti ed oltre ogni genere commossi, ad accertarsi dello straordinario avvenimento cangiarono più volte luogo, ora appressandosi, ora allontanandosi per osservare la veneranda Reliquia, e sempre in egual modo l’Immagine era da loro veduta.

A togliere ogni sospetto d’illusione, da cui temevano fortemente d’essere sopraffatti, invitarono i Mansionari: Luigi Cioli Romano e Raffaele Nisini di Vallerano, Diocesi di Civitacastellana, ed il manovale sampietrino Paolo Parraccini Romano, ch’erano nel corridoio, i quali più volte avevano veduto il Sagratissimo Volto, tanto nella esposizione dei passati giorni, quanta nell’altra del Maggio 1848, per osservare nella veneranda Reliquia se vi scorgevano alcun ché di straordinario, e questi introdotti affermarono ad unanimità, che vedevano ciò che dai Canonici era veduto; che ciò che avveniva non era illusione ma palpabile verità […]. ”

Documento sul Volto Santo estratto dal Diario della Basilica Vaticana, S.C.R. Decreta, Fondo Q, vol. 1910, Positio S. Vultus D.N.J.C., 68a.

In Stefano Pedica, Il Volto Santo nei documenti della Chiesa, Marietti, 1960, pp.54-58

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