1881

Oscar Wilde, E Tenebris, 1881.

Come down, O Christ, and help me! reach Thy hand,

For I am drowning in a stormier sea

Than Simon on Thy lake of Galilee:

The wine of life is spilt upon the sand,

My heart is as some famine-murdered land

Whence all good things have perished utterly,

And well I know my soul in Hell must lie

If I this night before God’s throne should stand.

‘He sleeps perchance, or rideth to the chase,

Like Baal, when his prophets howled that name

From morn to noon on Carmel’s smitten height.’

Nay, peace, I shall behold, before the night,

The feet of brass, the robe more white than flame,

The wounded hands, the weary human face.

Link al testo

Testo in italiano

oscarLa poesia è stata composta durante un viaggio a Roma nel corso del quale era stato ricevuto dal Papa.

Segnalato da Manu

 

 


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Discendi, o Cristo, e aiutami! Porgimi la mano,

perché sto affondando in un mare più tempestoso

di quello di Simone sul Lago di Galilea:

il vino della vita è sparso sulla sabbia,

Il mio cuore è come una terra oppressa dalla carestia,

da cui ogni cosa buona è scomparsa del tutto,

e so bene che la mia anima perirebbe all’inferno

se questa notte dovesse comparire davanti al trono di Dio.

“Forse dorme, o cavalca alla caccia

come Baal, quando i profeti invocavano il suo nome

da mattina a mezzogiorno, sulla cima battuta del Carmelo”.

Sì, silenzio, io contemplerò prima di notte

i piedi di bronzo, la veste più bianca del fuoco,

le mani ferite, lo stanco volto umano.