Velo della Veronica sostenuto da angeli, part., Angeli con i simboli della Passione, volta, affresco, 1490-1520, cappella di San Giacomo, chiesa dei SS. Pietro e Biagio, Cividale del Friuli (Ud), Italia.

La chiesa dei SS. Pietro e Biagio risale nelle sue linee compositive attuali alla fine del XV secolo (1480-1492 ca.). Già ai primi del secolo XIII, nei documenti, si fa menzione di una chiesa di S. Pietro in Borgo Brossana, dipendente dal Monastero benedettino di S. Maria in Valle. Nell’area cimiteriale circostante erano stati eretti, in quel torno di tempo, anche due sacelli, l’uno dedicato a S. Giacomo e l’altro, quasi cappella aggiunta, a S. Biagio, verso cui v’era grande devozione.
Ma le terribili alluvioni del 1468 e poi quelle del 1472, fecero talmente straripare le acque del Natisone da devastare tutto il borgo, giungendo a strappare perfino le tovaglie dagli altari delle chiesuole accennate. La seconda alluvione del 1474 completò l’opera di rovina alla chiesa tanto che si dovette addivenire al suo abbattimento completo. Si provvide così a riutilizzare i sacelli per la riedificazione di una nuova ed unica chiesa, a croce latina, avvenuta tra il 1482 ed il 1490. Usufruendo degli accennati sacelli, che come detto erano adiacenti e forse intercomunicanti, si trasformò il primo (S. Giacomo) in navata della nuova chiesa, si costruì una nuova cappella di S. Giacomo in simmetria con la preesistente costruzione dedicata a S. Biagio sull’altro lato e si aggiunse al tutto un presbiterio, traendone una chiesuola abbastanza regolare ad unica navata e due cappelle laterali. Architetto di tale sistemazione fu certamente il costruttore in stile gotico settentrionale della cappella di sinistra dedicata a S. Giacomo, certo Mastro Pietro Tedesco. La cappella stessa ricevette affreschi da un non identificato tardo tolmezzino, mentre la facciata si ornava di un discreto portale gotico fiorito, opera di un Biagio de Meritis e di un Toni De Locria, che lo scolpirono segnando la data del 1492.
La cappella di S. Giacomo è interessante per la copertura e fitti costoloni intrecciati, come d’uso nel gotico nordico



La decorazione ad affresco della facciata, eseguita tra il 1506 ed il 1508, a cura di pittori di modesta levatura artistica quali “Zuan de Toscanys” e “Pauli Impintor” (Gian Paolo Thanner che dal 1501 almeno abitava in Cividale come attesta un documento riportato dallo Joppi), presenta sulla destra un gigantesco San Cristoforo che sorregge Gesù Bambino, il quale tiene con la mano destra un cartiglio e con la sinistra l’orbe. All’estrema sinistra della facciata, vi sono dipinti due vescovi (è identificabile solo il San Nicolò con tre devote inginocchiate ai suoi piedi) e, sotto, San Giorgio che uccide il drago. Nel riquadro sovrastante il portale le figure del SS. Pietro e Biagio fanno da contorno ad una tiara papale con le chiavi incrociate.
Foto e info 3HliceoVolta per IlVoltoRitrovato
Si ringrazia Michela di Cravero, BORGO BROSSANA – GRUPPO STORICO FORMENTINI e la parrocchia di Cividale
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