Velo della Veronica sostenuto da angeli, part., angeli con i simboli della Passione, fregio, stucco con dorature, 1540, navata, Abbazia di San Benedetto in Polirone, San Benedetto Po (Mn), Italia.

La basilica monastica è il gioiello più prezioso del complesso polironiano. La sua imponente e armoniosa struttura lascia intuire interventi che si sono succeduti nel corso dei secoli, fino alla ristrutturazione decisiva voluta dall’abate Gregorio Cortese e realizzata da Giulio Romano tra il 1540 e il 1547. L’architetto fu chiamato a intervenire su un organismo romanico, trasformato all’inizio del Quattrocento in forme tardogotiche. A Polirone Giulio Romano accosta con straordinaria disinvoltura le strutture più antiche agli ordini classici realizzando uno dei più straordinari interventi di travestimento di una fabbrica medievale, per aggiornarla allo stile della Roma di Raffaello e dei Papi del Rinascimento.
Giulio Romano s’impegnò personalmente al cantiere pittorico della basilica, che procedette parallelamente agli interventi architettonici; suoi sono tutti i disegni, i particolari più delicati e il ritocco delle superfici affidate agli allievi. Tra i collaboratori più stretti si ricordano: Fermo Ghisoni da Caravaggio, Gerolamo Mazzola Bedoli, Anselmo Guazzi, incontrato nel cantiere di Palazzo Te e specializzato nell’esecuzione di grottesche e fregi decorativi, Francesco Maria Castaldi di Modena e Bernardino del Costa per l’esecuzione dei festoni vegetali sopra gli archi della navata e della cupola.



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