Francesco Guaita da Como, Abbondio Baruta da Domaso (attribuiti), Velo della Veronica sostenuto da un angelo, part., Angeli con simboli della Passione, volta, affresco, 1575, presbiterio, San Maurizio, Morbegno (So), Italia.

La decorazione della cappella centrale, la più ampia, destinata a presbiterio è la più interessante della chiesa. Sui pilastri dell’arcone di accesso sono dipinte Maria Maddalena e Caterina d’Alessandria con la ruota del supplizio; nelle grottesche del sottarco, tra i motivi simbolici: la sfera armillare e i compassi, che si riferiscono al mondo reale, misurabile, e la gabbietta con uccellino e farfalle, che alludono al mondo dello spirito, infinito. Il secentesco altare maggiore è dono degli emigrati napoletani, come ricorda l’iscrizione del medaglione collocato nel frontone spezzato: «NEAPOLIS ET PATRIAE SUFFRAGIIS».
Il ciclo pittorico delle pareti e della volta risale al 1575, gli artisti, esponenti del tardo manierismo milanese, «impaginano le scene con gusto narrativo piuttosto marcato, arricchito da notazioni decorative dalle tinte squillanti e contrastate, memori dei modi di Aurelio Luini». Ai lati dell’altare: a sinistra c’è l’effigie di Santo Stefano, già ricordato nella cappella laterale omonima; a destra è l’immagine di San Lorenzo a ricordare l’antica dipendenza dalla pieve di Ardenno. Gli affreschi raccontano episodi della vita di san Martino.
La volta è ripartita in vele i cui vertici generano una vivace ragnatela architettonica con al centro l’agnello mistico e, nelle lunette, episodi biblici.
Gli angeli in cerchio mostrano gli strumenti della Passione. È interessante notare il gioco dei tessuti e dei panneggi per coprire le nudità imposto dal Concilio di Trento.




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