fine 1500 – inizio 1600

Maestro di Ghiffa, Velo della Veronica, affresco, 1590-1610, altare della SS. Trinità, santuario Sacro Monte di Ghiffa, Ghiffa (Vb), Italia.

Veronica-SS-Trinita
Iconografia-della-SS-Trinita
Maestro di Ghiffa, Crocifissione e SS. Trinità eucaristica, Ghiffa, Santuario, altare della SS. Trinità, affresco.

L’affresco della SS. Trinità di Ghiffa rappresenta un motivo pittorico che stava per essere abbandonato, infatti la costituzione Solicitudini nostrae di papa Benedetto XIV, del 1 ottobre 1745, disponeva la censura di questa iconografia della Trinità. Benedetto XIV, dopo avere valutato gli aspetti di ortodossia in realtà si astenne dal condannare l’immagine trinitaria del typo Tres vidit et unum adoravit, sintetizzata da Agostino, sulla scia di Sant’Ambrogio (Contra Maximinum II, 7: PL 42, 809) perché preesistente alla Bolla. L’iconografia è strettamente collegata alle rappresentazioni di Abramo che accoglie le tre figure in cui, compare spesso una mensa con il ‘vitulus’ ed i pani offerti da Abramo ai tre ospiti. Nella “Trinità Eucaristica” davanti alle tre figure uguali compare solitamente una mensa-altare con uno o tre calici, spesso sormontati da patene con ostie; su quest’ultime, poi, appare impressa una piccola croce o addirittura la scena della Crocifissione.

Notiamo alcuni elementi che contraddistinguono l’affresco di Ghiffa. Innanzitutto costituisce la parte inferiore di un ‘dittico’, la cui parte superiore è occupata da una Crocifissione. Seguendo la logica post conciliare tridentina si evidenzia il legame inscindibile tra sacrificio di Cristo e l’Eucaristia. Inoltre si afferma il nesso tra evento della croce e rivelazione trinitaria, come anche la loro attualizzazione e ripresentazione nel mistero eucaristico. Ad impreziosire il tema Trinitario ed eucaristico di Ghiffa è stata poi la scoperta fatta nel corso del restauro del paliotto dell’altare della SS.Trinità nell’ottobre 2005. Nel corso dei lavori di rimozione è ricomparso a completarne il disegno, un quarto volto di Cristo certamente coevo all’affresco. Il viso di Cristo è giovanile, non sofferente ma con il capo coronato di spine, posto all’altezza del tabernacolo e raffigurato sul fazzoletto della Veronica.

Le immagini che tuttora possediamo della Trinità Eucaristica risalgono, in gran parte, al periodo che va, dal XIII secolo alla fine del XV, con alcune propaggini nel XVI e XVII secolo. Questo particolare tipo iconografico ha quindi vita breve, e questo per almeno due motivi: l’immagine si poteva prestare ad una lettura popolare triteistica, in cui si rischiava di evidenziare troppo la Trinità delle Persone a scapito dell’unità della natura divina; inoltre il legame dottrinale e devozionale Trinità-Eucaristia viene espresso ancor meglio da altre rappresentazioni iconografiche come quella che definiamo Trono di Grazia, in cui Mistero trinitario e Mistero eucaristico si coniugano ancor più perfettamente, rispondendo meglio anche ai criteri di ortodossia emanati, sia in materia eucaristica che artistica, dal Concilio di Trento. L’affresco di Ghiffa, per la sua tradizionale collocazione alla fine del XVI – inizi del XVII secolo, rappresenta l’epilogo della serie di rappresentazioni rintracciate finora, ma si inserisce chiaramente in un discorso devozionale ed iconografico che ha nel territorio circostante uno degli ambiti di maggior diffusione.

Cfr. L’Iconografia della SS.Trinità nel Sacro Monte di Ghiffa, Atti del Convegno Internazionale, Verbania, Villa Giulia,  23-24 Marzo 2007.

Segnalato da Cate


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