1618-22

Pietro Strozzi, Sudario della Veronica, 1623, Venetico, Sicilia.

All’origine di questo modello di veronica è la richiesta, nel 1616, della cancelleria imperiale di Vienna a Paolo V di una copia del Volto Santo per la regina di Polonia, Costanza. Paolo V, non potendo rifiutare la richiesta della corte imperiale di Vienna di una copia della Veronica, ne affidò l’incarico a Pietro Strozzi. Motivò poi il ritardo con la difficoltà di reperire tra i canonici un buon pittore poiché allora solo ai canonici era concesso l’accesso alla reliquia.
Grimaldiche aveva visto la reliquia nel 1606, reputò la copia dello Strozzi fedele all’originale e riferisce che l’artista/canonico realizzò altre cinque copie. Oltre a quella per la sagrestia del Vaticano e per la regina della Polonia, le altre erano destinate al Papa, al Granduca di Toscana e al vescovo Roberto Ubaldini di Montepulciano.

Il 7 settembre 1616 una lettera di Papa Paolo V  proibisce qualsiasi nuova copia, sotto pena di scomunica.

Oltre alla copia conservata al Schatzkammer nel Palazzo Hofburg di Vienna, un’altra copia del 1617 è stata trovata a Chiusa Sclafani, vicino a Palermo. Papa Clemente VIII la diede a un frate francescano, Innocenzo, suo consigliere personale a Roma.

Identiche a queste sono la copia segnalata da Falcinelli di Bologna, donata da Paolo V a Apollonia Maria di Savoia, e la copia di Madrid,  donata sempre da Paolo V al cardinale D. Luis Homodey.

La copia conservata nella Chiesa di Gesù a Roma fu donata da Papa Gregorio XV alla duchessa Sforza nel 1621.

Infine la copia di Venetico, in Sicilia, è dei tempi di Urbano VIII.


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