l’ufficio della Veronica

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Una importante parte di Veronica Route presenta l’Ufficio della Veronica nei manoscritti e negli antichi libri stampati.

BookminiaturaAll’origine dell’Ufficio della Veronica è la preghiera scritta da Innocenzo III nel 1216 (riportata da Matteo Paris) alla quale era concessa un’indulgenza se recitata di fronte a un’immagine della Veronica.

L’ufficio ha subìto diverse aggiunte e cambiamenti quando nel corso del XV secolo è stato inserito nei libri di devozione, libri molto diffusi al nord e in area fiamminga.

Karl Pearson attribuisce a Innocenzo III i versetti e la colletta.

L’Ave facies praeclara con una indulgenza prolungata è di Innocenzo IV (1243-1254). Questo inno non ha un nesso con la Veronica ed è rivolto al Volto di Cristo morto. Giovanni XXII, da Avignone, autorizza l’inno Salve sancta facies, inno legato alla Veronica e che parla di un volto trasfigurato.  Il papa legando a questa preghiera una indulgenza molto lunga, la portò al primo posto nei libri di preghiera.

L’ufficio, intero o in parte, è tra le preghiere che trattano della Passione, la messa di san Gregorio, l’imago pietatis, le cinque piaghe di Cristo o, infine, l’angelo custode.

Tra i libri che contenevano l’unica invocazione Salve sancta facies c’è il manoscritto Arundel 302, un libro d’Ore della metà del xv secolo. Non di rado capita che tutta la devozione si limiti o solo a un’invocazione, o a una preghiera o alla colletta del Papa Innocenzo.

Bookminiatura2Nelle pagine possiamo trovare una miniatura del sudario, nei quali però santa Veronica non è oggetto di una particolare preghiera. Manoscritti con una preghiera rivolta a santa Veronica, presa dall’ufficio completo (come nel ms Egerton 859, straordinariamente bello, dell’inizio del 15° secolo con la preghiera unica nel suo genere in lingua tedesca). Infine  libri con la sola colletta originale di Innocenzo (o una sua rielaborazione) aggiunta alla miniatura della Veronica.

Alcuni manoscritti riportano piccole Veroniche cucite, come insegna di pellegrinaggio, per recitarvi la preghiera indulgenziata o per chiedere protezione.