1366-67

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Andrea Bonaiuti, Trionfo della Chiesa, part., affresco, Cappellone degli spagnoli, Santa Maria Novella, Firenze, 1366-67.

Sul cappello i segni distintivi del pellegrino: la Veronica (Roma), la conchiglia (san Giacomo) e la porta (Gerusalemme).

L’affresco è una complessa allegoria del trionfo, opera e missione dei Domenicani. In basso a sinistra le autorità religiose sono in trono davanti a un modello di Santa Maria del Fiore, che presenta già l’aspetto finale sebbene ancora nessuno sapesse come costruirne l’immensa cupola. Attorno ai religiosi, dove al centro figura il papa, si trovano uomini di ogni condizioni sociale, che rappresentano il gregge dei cristiani, tra cui i pellegrini, custodito dai cani pezzati, cioè i cani del Signore, come amavano autodefinirsi i domenicani stessi, il cui saio bianco e nero ricorda i colori degli animali. Più a destra sono raffigurati i santi Domenico, Pietro martire e Tommaso d’Aquino che confutano gli eretici. Ai piedi di questa scena è rappresentato il medesimo tema in chiave allegorica: i cani che inseguono e sbranano i lupi.
Nella parte superiore, sempre a destra, un gruppo di giovani sono spensieratamente presi dalla musica, dal ballo, e dalla raccolta di frutti. Questo avviene ai piedi delle personificazioni di alcuni vizi quali la Superbia, con il falco, la Lussuria, con la scimmia, e l’avarizia. In questo contesto di distrazione dalla Retta Via, un monaco domenicano in trono, più a sinistra, impartisce loro il sacramento della confessione, permettendo loro, grazie alla via mostrata da Domenico, ancora più a sinistra, di accedere al Paradiso. La porta del Paradiso è custodita da San Pietro e da angeli che incoronano le anime. Nella parte successiva si trova il paradiso dei beati, che guardano tutti al registro superiore dove si trova Cristo in gloria.

Fonte kunera obj 13875