1508

Gil Vicente, Auto da Alma, vv 104-108, 1508, Portogallo.

Ygreja. Ora sus, venha agoa as mãos.

Agost. Vos aveysuos de lavar
em lagrymas da culpa vossa
& bem lauada
& aueisuos de chegar
alimpar
a hũa toalha fermosa
bem laurada
co sirgo das veas puras
da Virgem sem magoa nacido
& apurado,
torcido com amarguras
aas escuras,
com grande dor guarnecido
& acabado.
Nam que os olhos alimpeis,
que a nam consentirão
os tristes laços
que taes pontos achareis
da face & enues,
que se rompe o coração
em pedaços.
Vereis*, triste, laurado
[com rosto de fermosura]*
natural,
com tormentos pespontado
e figurado,
Deos criador, em figura
de mortal.

Esta toalha que aqui se falla he a varonica, a qual Sancto Agostinho tira dantre os bacios & a mostra à Alma, & a madre ygreja con os doutores lhe fazem adoração de joelhos, cantando Salue sancta facies, & acabando diz a madre ygreja.

Venha a primeyra yguaria.

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Testo in italiano

Gil Vicente

Segnalato da Manu

 

 


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Chiesa
Venga l’acqua per le mani!

Agostino
Voi avete da lavarvi
nel pianto del vostro danno
ben lavato.
Poi dovete avvicinarvi
e asciugarvi
a un molto egregio panno
lavorato
con la trama delle pure
vene della Vergin, senza
macchia ordito,
scelto e torto nelle scure
trafitture,
in dolore e violenza
rifinito.

Ma gli occhi non tergerete,
ché non lo consentiranno
i tristi lacci;
tali punti troverete
lì, vedrete,
che il cuore vi ridurranno
tutto a stracci.
V’è il suo volto lavorato
al naturale,
con tormenti trapuntato,
e figurato
Dio creatore in figura
di mortale.
Questo panno di cui si parla è la Veronica, che Sant’Agostino trae di tra i vassoi e mostra all’Anima. La Madre Chiesa e i Dottori l’adorano in ginocchio, cantando ‘Salve, sancta facies’.
Gil Vicente, Auto dell’anima (traduzione e cura di Enzio di Poppa Volture) in Teatro, volume I. Firenze, Sansoni 1953, pp. 90-91.