Lucas Cranach der Jüngere (bottega), Velo della Veronica, 1530 ca.. Collezione privata, Wittenberg.

Troviamo più volte nelle opere di Lucas Cranach il capo di Cristo su fondo nero, insanguinato, con la bocca aperta e con una imponente corona di spine, secondo l’iconologia della vera icona (cfr. il velo della veronica dipinto sull’altare nella Messa mistica di San Gregorio eseguito per il cardinale Albrecht von Brandenburg).
In quest’opera però l’artista ha rappresentato su fondo nero anche un velo trasparente drappeggiato come è tipico per la veronica romana. È forse un richiamo al Klaretlin di cui parla Lutero che aveva visto la veronica nel 1510: «non è altro che una tavoletta nera quadrata, su cui pende un tessuto trasparente.»

In Veronica Route è questa una delle rare opere in cui sembra essere presente il quinto incisivo centrale. (Cfr. Marco Bussagli, Il male in bocca, Medusa 2023). La mancanza del mesiodens negli altri capi di Cristo di Lucas Cranach apre all’ipotesi che l’artista potrebbe avere interpretato erroneamente la lumeggiatura sulle labbra. Dubbio che s’accresce esaminando le belle riproduzioni dell’Archivio Digitale Cranach

Curiosa è la direzione invertita dei peli del sopracciglio destro. Particolare che troviamo anche nel velo di Manoppello.
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