XVI

Juan de la Cruz (?), Las tres faces, 1542-1591.

Las tres faces

Tu mirada se encierra en la espesura

de la noche infinita de la pena,

y el amor se adivina en la serena

claridad que ilumina tu figura.

 

Llevas, buen Nazareno, un Rostro ardiente

que arrebolan las llamas de tu anhelo,

y un destello arrancado de tu frente

ha robado Verónica en su velo.

 

Florecieron tres pliegues con rubíes

que recortan bellísima silueta,

y en el medio brilló la luz inquieta

del dulcísimo amor con que sonríes.

 

¡Santa Faz de Jesús! foco entreabierto,

relieve florecido en el sudario,

inundado en sudor como en el Huerto

y perdonando como en el Calvario.

 

De tus ojos huí, mas ya regreso,

El velo de tus párpados caído

no me sonroja; en él, arrepentido,

dejo la huella viva de mi beso.

 

Doxología:      [A ti sea la gloria y alabanza

                   con el Padre y Espíritu de amor,

                   pues de tu Faz divina el resplandor

                   nos da firmeza y gozo en la esperanza.]

Testo in italiano

L’inno, dedicato alla Santa Faz di Alicante, è di composizione castigliana.  Nel “Devocionario y poesías a la Santa Faz. V Centenario, 1989”, pubblicati dalla Commissione del V Centenario con commenti di M.I. Sr. D. Federico Sala Seva, vicepresidente della Commissione, questo inno si trova a pag. 80 col titolo “LAS TRES FACES” ed è attribuito a San Giovanni della Croce. Non si hanno ulteriori dati che confermino l’attribuzione.

Parte dell’inno si trova nella Liturgia delle ore de la Diócesis de Orihuela-Alicante, ed. 2005, vescovo Excmo. y Rvdmo. Sr. D. Victorio Oliver Domingo. La dossologia finale è stata composta per l’Ufficio della Santa Faz della Diocesi di Orihuela-Alicante.

 

 


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I tre volti
Il tuo sguardo è chiuso dentro la profondità
di una notte infinita di dolore,
e si scopre, nella serena chiarità
che illumina la tua figura, l’amore.

E’ il tuo, buon Nazareno, un volto ardente
che risplende per le fiamme del tuo anelo,
e un bagliore tolto alla tua fronte
ha rubato, la Veronica, nel suo velo.

Fiorirono tre piegature di rubini
fissando il bellissimo profilo
e nel mezzo vi brillò la luce inquieta
del dolcissimo amore con cui sorridi.

Santo Volto di Gesù! Socchiuso foco,
decoro fiorito nel sudario,
inondato di sudore come nell’Orto
e perdonante come nel Calvario.

Dai tuoi occhi fuggii, ma eccomi tornato,
delle tue palpebre il sceso velo
non m’arrossisce; in esso, pentito,
lascio l’impronta viva del mio bacio.

Dossologia: [A te sia gloria e onore/con il Padre e lo Spirito d’amore,/chè del tuo Volto divino lo splendore/ ci dà fermezza e gioia nella speme.]