inizio XVII

1600

San Romualdo con la Veronica, part. della Madonna con Santi, inizio XVII, olio su tela, Cattedrale di Santa Maria Assunta, Matelica (MC), Italia.

Il dipinto si trovava presso l’altare laterale dedicato al Santissimo Nome di Gesù fino ai lavori di rifacimento degli anni 1924-1927. (Archivio Storico Diocesano di Matelica – Visite Pastorali – Visita pastorale del 1802 (24 marzo); AA.VV. Matelica segreta e scomparsa – a cura di Matteo Parrini, Geronimo, Matelica 2007, pp.39-40)

L’opera raffigura la Vergine con Bambino in trono, circondata dai santi Pietro, Giovanni Battista bambino, Nicola da Tolentino, Francesco d’Assisi e Romualdo. San Romualdo, fondatore delle congregazioni avellanita e camaldolese, appare carico dei simboli della Passione e mostra, con particolare enfasi, la Veronica. 

All’origine di questa scelta iconografica potrebbe essere la dedica sul sarcofago: «Aureliae Veroniceni», assimilabile a quello della Veronica, che sino al 1466, conservava le sue spoglie nell’abbazia di San Salvatore di Valdicastro. Il sarcofago era stato scavato all’altezza della testa, per mostrare ai fedeli, attraverso una grata, il viso incorrotto: «pareva à chiunche lo considerava, che e’ dormisse, e non chei fusse morto, percioche era nel volto così Placido, e l’aspetto & habito stesso, in modo rapresentava segni di grandissima santità, che miracolosamente in se rivolgea l’affetto di chiunche lo mirava». (AGOSTINO MONACO, La traslazione del corpo di S. Romualdo Fondatore del Sacro Heremo, et ordine di Camaldoli, Firenze, presso Lorenzo Torrentino, 1563, p.25.) Così lo sguardo di San Romualdo, pietosamente rivolto a contemplare il volto di Cristo passionato, doveva essere una sorta di monito: prima di venerare qualsiasi immagine di santo, anche il più potente taumaturgo, bisogna ricordarsi che esso è solo speculum dell’originale che è Cristo stesso.

Non sembrano invece esserci nessi tra questo dipinto e il perduto Volto Santo della cappella del palazzo Piersanti.

Cfr. Matteo Parrini, Un Volto Santo e una Veronica anche a Matelica

Foto Matteo Parrini