1637-1651

Paulus du Boys, Velo della Veronica, olio su tavola, 1637-1651, Antwerpen, Belgio. Collezione privata.

Paul du Boys è tornato più volte sul tema del Volto Santo.  Due di queste opere sono firmate e datate, una del 1637 (pannello, 30 x 24 cm, vendita anonima, Parigi, Ader, Picard, Tajan, 30-31 gennaio 1991, lotto 88), l’altra del 1651 (pannello, 29 x 21 cm, collezione privata) simile a questa.

Il suo Cristo è fortemente influenzato, come tanta pittura nell’ambiente artistico nord europeo, dalla descrizione della lettera di Lentulo: “I suoi capelli hanno il colore delle noci di Sorrento molto mature e discendono dritti quasi fino alle orecchie; dalle orecchie in poi sono increspati e a ricci alquanto più chiari e lucenti ondeggianti sulle spalle; nel mezzo ha una riga secondo il costume dei nazarei. La sua fronte è liscia e serenissima, il viso non ha né rughe né macchie, ed è abbellito da un moderato rossore. Il naso e la bocca sono perfettamente regolari. Ha barba abbondante dello stesso colore dei capelli: non è lunga, e sul mento è leggermente biforcuta. Il suo aspetto è semplice e maturo. I suoi occhi sono azzurri, vivaci e brillanti. ”

Nel 1640, Jean-Pierre Camus aveva incoraggiato la devozione a questa immagine: “Fu su una tela bianca che il Salvatore impresse il suo volto insanguinato. Se la nostra perfezione consiste nel renderci conformi all’immagine di Gesù Cristo, rendiamo dunque i nostri cuori bianchi, di innocenza e purezza, come il lino di questa donna.”

Il bianco del velo in alcune opere è sostituito dal bianco del marmo come nella veronica di Antwerpen.

Dal 1249 la cattedrale di Laon conserva un’icona del volto santo che offre un’immagine di Cristo con lo stesso sguardo leggermente deviato.

 


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