1950

Henry Morton Robinson, The cardinal, Simon & Schuster, 1950, New York, Stati Uniti d'America.

Stephen prayed that she would not notice the blood on Din’s brow.
His prayer went unheard. Ellen was awake now.

On her father’s face she saw the crimson evidence; by the immortal act of Veronica she acknowledged it. Taking a napkin from the table, she pressed it with maternal pity against Din’s forehead. Her gesture seemed to say: “Only believe, dear Father, that this blood has not been shed in vain.” What she actually said, Stephen could not hear. For Ellen’s lips were buried in Din’s grizzled hair, and he was pressing her close to him.

“I will carry you upstairs myself”, said Din, lifting Ellen in his powerful arms. A beatific smile lighted her face. At that moment she was not the rejected spouse of the Mystical Bridegroom, but the much-loved daughter of Dennis Fermoyle.

Testo in italiano in Il cardinale, Garzanti Milano, p. 170

Testo completo in inglese

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Stephen pregò perché non vedesse la ferita sulla fronte di Din, ma la sua preghiera rimase inascoltata. Era sveglia ora.

Vide sul viso del padre la traccia di sangue, dimostrò di essersene accorta con l’atto immortale della Veronica: preso dalla tavola un tovagliolo, con materna pietà lo premette sulla fronte di Din. Sembrava che il gesto dicesse: «Caro papà, credi soltanto che questo sangue non è stato versato invano». Ma Stephen non seppe che cosa effettivamente avesse detto, perché era china su Din, le labbra posate sui suoi capelli grigi.

«Ti porterò di sopra», disse lui, sollevandola sulle sue braccia vigorose. Un sorriso beato illuminò il viso di Ellen. E in quel momento ella non fu più la sposa reietta del mistico Sposo, ma la diletta figliuola di Dennis Fermoyle.