Ignazio Silone, L'avventura di un povero cristiano, romanzo, 1968, Milano, Italia. Mondadori.
Vale a dire che tra il nuovo lavoro e i precedenti non vi sarà salto o rottura. Francamente mi sorprende che altri scrittori vantino la diversità di qualche loro opera; a me non dispiace una sostanziale coerenza.
Se uno scrittore mette tutto se stesso nel lavoro (e che altro può metterci?) la sua opera non può non costituire un unico libro.
Ho già detto in altra occasione che, se fosse stato in mio potere di cambiare le leggi mercantili della società letteraria, avrei amato passare la vita a scrivere e riscrivere sempre la stessa storia, nella speranza, se non altro, di finire col capirla e farla capire.
Così nel medioevo vi erano dei monaci che trascorrevano l’esistenza a dipingere il Volto Santo, sempre il medesimo volto, che in realtà poi non era mai del tutto identico.
Segnalato da Manu

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