1998

1900

Véronique è un’opera rimasta inedita fino al 1955. La prima opera da cristiano, da cattolico che Péguy pubblica è il rifacimento di un lavoro che aveva scritto da socialista: Le mystère de la charité de Jeanne d’Arc. Péguy accenna che in quegli anni sta scrivendo dei dialoghi in cui il protagonista è la storia (Clio è la musa che rappresenta la storia) e in particolare parla di due dialoghi: il primo lo chiama Il dialogo della storia e dell’anima pagana, il secondo lo chiama Il dialogo della storia e dell’anima carnale. A questo secondo dialogo, che a livello cronologico è il primo che ha scritto, Péguy stesso dà il nome di Véronique. Ne parla in una lettera del 28 settembre 1912 al suo amico Joseph Lotte: «Il primo volume si chiamerà Clio, il secondo Véronique. È stupendo, vecchio mio: Clio [cioè la storia] passa il suo tempo a cercare tracce, vane tracce, e un’ebrea da niente, una ragazzina, tira fuori il suo fazzoletto e prende una traccia eterna sul volto di Gesù. È capitata nel momento giusto. Clio è sempre in ritardo».

Véronique è la persona che per caso si trova al momento giusto. Per caso: poteva non trovarsi, Véronique, sulla strada che portava al Calvario quel giorno.

Véronique diventa cioè l’immagine di come l’uomo moderno può diventare cristiano. Non ricercando le tracce della memoria cristiano, che – per usare le parole di Ratzinger – «è un passato che non lo riguarda». Ma capitando lì, per caso, incontra qualcosa che lo stupisce. Forse la differenza più grande tra Clio e Véronique la suggerisce von Balthasar riprendendo le parole di Pèguy: «Essa (la storia) può nel migliore dei casi offrire “verità”, mai “realtà”».

Giacomo Tantardini, postfazione a Charles Péguy, Véronique, dialogo della storia e dell’anima carnale, Marietti 1820, 2013, pp. 194-195.

GiacomoTantardini Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo: questo è il nome completo che Teresa ha assunto entrando nel Carmelo, Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo. Questo nome è di conforto. Gesù piccolo bambino e il volto di Gesù: l’umanità di Gesù. Ha un volto il nostro Dio, è il volto di Gesù. Ha un volto, così come ha un cuore, un cuore di carne, un cuore che Gli ha dato Sua madre, sangue del sangue di Maria e carne della carne di Maria. Questa è la fede cristiana.

G. Tantardini, Anche la fede domanda. La grazia, la preghiera, le opere buone, Città Nuova Editrice, Roma, 2013, p. 175.