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IX – IL SUDARIO COL QUALE FU COPERTO IL CAPO DEL SIGNORE NEL SEPOLCRO.

1- Dalla relazione di Sant’Arculfo abbiamo saputo che esiste quel sacrosanto sudario che fu posto sul capo del Signore nel Sepolcro; e che egli osservò coi suoi propri occhi. Il popolo di Gerusalemme attesta che è vero il racconto che noi qui riportiamo. Sant’Arculfo conobbe questa dichiarazione dalla testimonianza di molti cittadini fedeli di Gerusalemme,  i quali più volte la ripetevano a lui, che li ascoltava, dicendo:

2- Quasi tre anni prima, tutto il popolo venne a conoscenza che il sacrosanto sudario, che un certo Giudeo, credente, avendolo sottratto dal sepolcro del Signore dopo la sua Risurrezione, lo nascose nella sua casa per molti giorni; e provvidenzialmente fu ritrovato dopo un giro di molti anni.

3- Quel benedetto e fedele ladro, dunque , prima di morire, chiamò i suoi due figli, e rivelò da principio, com’egli aveva sottratto, rubandolo, quel sudario del Signore; e disse loro:

4- O figli miei, adesso vi viene offerta una scelta. Dica dunque ciascuno di voi, quale delle due cose desidera scegliere, affinche io con sicurezza possa sapere a chi di voi due possa consegnare o tutta la mia ricchezza, o soltanto questo Santo Sudario del Signore.

5- Udite queste parole dalla bocca del loro padre, il primo, che desiderava prendere tutte le ricchezze  del padre, le prese dal padre secondo la sua promessa, assicurate con testamento.

6- Mirabile cosa dirsi! Da quel giorno tutte le sue richezze e tutta la sua eredità paterna, per le quali vendette il sudario del Signore, cominciarono a decrescere, e tutto ciò che aveva, fu perduto per vari insuccessi, e fu ridotto al niente.

7- Invece l’altro fortunato figlio del suddetto beato ladro, quello che preferì il sudario del Signore a tutta l’eredità paterna, dal giorno in cui lo ricevette dalle mani del morente padre, sempre più cresceva, permettendolo  il Signore, in terreni, e si arricchì anche in beni, senza essere defraudato dalle grazie celesti.

8- E così i padri (successivi) consegnavano, quasi per diritto ereditario, questo sudario del Signore ai loro figli, nati dal seme di quel medesimo tre volte beato uomo: padri fedeli ai figli fedeli, secondo la successione della loro prosapia; tutto (accadde) fedelmente fino alla quinta generazione.

9- Ma dopo gli anni della quinta generazione, passate molte traversie, ed essendo mancati eredi fedeli di quella famiglia, quel sacro sudario capitò nelle mani di alcuni Giudei infedeli, i quali sebbene indegni di tanto dono, pure lo accolsero con onore; e col favore divino, essendo ben forniti di vari beni, divennero molto ricchi.

10- I Giudei credenti (in Cristo), quando seppero dal loro popolo la vera storia del sudario del Signore, cominciarono con tutte le loro forze a contendere fortemente quel sacro panno ai Giudei infedeli, perchè desideravano averlo nelle loro mani. Questa contesa divise in due partiti il popolo di Gerusalemme, cioè i fedeli credenti contro gl’infedeli non-credenti.

11- Per tale (difficile) situazione il re dei Saraceni, chiamato Mauias, interpellato dalle due parti, disse quale loro giudice ai Giudei non-credenti, i quali tenacemente tenevano il sudario del Signore davanti ai Giudei Cristiani là presenti: “Date nella mia mano il Santo Pannolino che voi avete”. Quelli obbedirono alle parole del re; e toltolo dalla custodia, lo deposero sulle ginocchia del sovrano.

12- Il re lo prese con grande rispetto; e comandò che in mezzo alla piazza si facesse davanti a tutto il popolo un rogo. Mentre questo ardeva con grande fuoco, il re si alzò, si avvicinò al rogo e con alta voce, rivolgendosi alle due parti discordi, disse:

13- Quel sudario che io adesso tengo sulle ginocchia, il Cristo, Salvatore del genere umano, lo tenne nel sepolcro sul suo capo. Ora il fuoco per mezzo della sua fiamma sia giudice tra voi contendenti su questo medesimo panno, per sapere a quale di questi due contendenti eserciti si degni consegnare tale dono. E nel dire queste parole gettò tra le fiamme il Santo Sudario del Signore.

14- Ma il fuoco in nessuna maniera poté toccarlo, perché levandosi intatto e incolume dal rogo, simile ad un uccello dalle ali spiegate, cominciò a volare in alto, e guardando da quell’altezza le due parti del popolo sedute l’uno di fonte all’altro, simili a schiere unitamente  decise all’imminente battaglia, e aggirandosi per alcuni momenti nello spazio, e scendendo poi adagio-adagio, guidato da Dio, cominciò a dirigersi verso la parte dei Cristiani, i quali nel frattempo pregavano Cristo-Giudice, e si fermò in mezzo a loro.

15- Questi, levate le mani al cielo, ringraziavano Dio con immensa gioia, e inginocchiati, con grande onore ricevono il venerabile sudario del Signore inviato loro dal cielo, e cantano a Cristo-Datore inni di lode, e lo depositano avvolto con un altro panno nella custodia della chiesa.

16- Il nostro fratello Arculfo nel seguente giorno lo vide tolto dalla custodia e, stando tra la folla dei fedeli che lo baciavano, anch’egli lo baciò in quell’adunanza della Chiesa. La sua lunghezza poteva misurare otto piedi [circa 2,4 metri]. È sufficiente ciò che è stato detto su questo soggetto.

Adamnanus, De locis sanctis, 670 dC (circa) Il testo del 698 riporta il racconto del pellegrinaggio in Terrasanta fatto dal vescovo gallico Arculfo attorno al 670. Arculfo è il primo testimone della situazione successiva all’arrivo degli arabi in Gerusalemme.


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