1490-1502

1400

 

G.Russo_Antoniazzo Romano

Bottega di Antoniazzo Romano, Busto del Salvatore e la Veronica, 1490-1502, tavola, già Ancona, cattedrale di San Ciriaco, Cappella Benincasa.

I pannelli sono le ali laterali di un trittico perduto durante i bombardamenti del 1944. Fino ai bombardamenti alleati l’opera si trovava nella sua collocazione originaria, cioè nella Cappella della Madonna delle Grazie del vescovo Benincasa dei Benincasa (1484-1502).

Il prelato aveva destinato l’opera all’altare della propria cappella nella cattedrale di San Ciriaco, commissionando al pittore la copia dell’icona lucana, la Madonna del Popolo, per la tavola centrale, la copia dell’Acheropita del Sancta Sanctorum per il laterale sinistro, e la copia della Veronica per il laterale destro.  E’ certo che il vescovo d’Ancona fu canonico di San Pietro in Vaticano ed in tal senso si spiega bene una parte delle sue scelte devozionali.

Come nel trittico madrileno anche in questo Antoniazzo dipinge l’effigie del Salvatore del Sancta Sanctorum nella variante della sola testa del Cristo esposta alla contemplazione, utilizzando per entrambe l’espediente pittorico di fingere una decorazione in pietre preziose per il nimbo cruciato attraverso sottili colpi di luce, di fatto reinterpretando in maniera assai acuta la vera lamina dorata del tempo di Innocenzo III che ancor oggi decora la testa del Cristo nell’oratorio di San Lorenzo.

G.Russo_Antoniazzo RomanoCarpi

Bottega di Antoniazzo Romano, Busto del Salvatore, 1490-1500 ca, già Carpi, collezione Carlo Alberto Foresti

Per quando riguarda la rappresentazione della veronica romana è curioso ricordare come il critico Ernst Steinmann agli inizi del 900 attribuì ad Antoniazzo la Veronica tra i Santi Pietro e Paolo di Ugo da Carpi che presenta in effetti molti punti di contatto con la copia in esame.

Rispetto al pannello centrale, i due laterali denunciano l’esecuzione da parte di un collaboratore poco dotato (o svogliato), specie se si confronta la fattura del busto di Cristo con gli esemplari già a Carpi e sul mercato antiquario nel 2005.

Il trittico perduto è uno dei rari esempi in VeronicaRoute in cui sono compresenti le due acheropite di Cristo conservate a Roma. Il secondo è il ciborio della chiesa di San Michele Arcangelo di Vittorito (AQ), anch’esso quattrocentesco.  In entrambi i casi l’iconografia della veronica è quella col volto scuro e senza segni di sofferenza.

Cfr. Giovanni Russo, Antoniazzo Romano, Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, 2013-14