1617

Pietro Strozzi, Sudario della Veronica, 1617,  Chiusa Sclafani (Palermo), Sicilia.

Donata da papa Clemente VIII al francescano Innocenzo, suo consigliere personale a Roma.

All’origine di questo modello di veronica è la richiesta, nel 1616, della cancelleria imperiale di Vienna a Paolo V di una copia del Volto Santo per la regina di Polonia, Costanza. Paolo V affidò l’incarico a Pietro Strozzi. Motivò il ritardo nel rispondere con la difficoltà di reperire tra i canonici un buon pittore poiché allora solo ai canonici era concesso l’accesso alla reliquia.
Grimaldiche aveva visto la reliquia nel 1606, reputò la copia dello Strozzi fedele all’originale e riferisce che l’artista/canonico realizzò altre cinque copie. Oltre a quella per la sagrestia del Vaticano e per la regina della Polonia, le altre erano destinate al Papa, al Granduca di Toscana e al vescovo Roberto Ubaldini di Montepulciano.

Il 7 settembre 1616 una lettera di Papa Paolo V  proibisce qualsiasi nuova copia, sotto pena di scomunica.

Oltre alla copia conservata al Schatzkammer nel Palazzo Hofburg di Vienna, una copia identica è questa trovata a Chiusa Sclafani, vicino a Palermo.

Identiche  sono la copia di Bologna segnalata da Roberto Falcinelli e la copia di Madrid,  donata sempre da Paolo V al cardinale D. Luis Homodey.

In occasione dell’esposizione del 1621, voluta da Gregorio XV, vennero autorizzate altre due copie della Veronica. La copia conservata nella Chiesa del Gesù a Roma fu donata quell’anno da Papa Gregorio XV alla duchessa Sforza.

Infine la copia di Venetico, in Sicilia, è dei tempi di Urbano VIII.


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