1957

1900

Nel gergo calcistico, con veronica si intende un’azione di dribbling con cui un giocatore, dovendo superare frontalmente l’avversario, ruota di 360° su se stesso facendo perno con la pianta del piede sulla sommità del pallone. In questo modo l’avversario è impossibilitato ad intervenire sul pallone senza commettere fallo perché durante la rotazione il calciatore si frappone tra il pallone e l’avversario.

Secondo alcuni il vocabolo è in relazione col suo utilizzo nel tennis e col passare del tempo è stato sempre più introdotto nelle telecronache calcistiche.

Secondo altri l’invenzione dell’azione è dovuta a Franco Giaccheri, due volte campione italiano di biliardino, che usò la veronica per la prima volta nel 1957 e che gli diede questo nome in omaggio alla amica inglese Veronica Hughes in vacanza a Roma e che all’epoca si dilettava a giocare con lui.

Chi per primo effettuò la veronica in Europa fu José Farías. L’invenzione però, come ammise il centrocampista argentino, non fu sua. Negli anni ’80 Diego Maradona la riportò in auge. Tra i massimi esecutori della veronica si può annoverare Zinedine Zidane.

Fonte La Gazzetta dello Sport

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