1987

1900

Josep Maria Subirachs, Sculture Facciata della Passione, part. La Veronica col Santo Sudario, Sagrada Familia, Barcellona, Spagna, dal 1987 a oggi. (foto di ClareS76)

“Se avessi iniziato i lavori col Portale della Passione la gente si sarebbe tirata indietro.

Ho progettato la facciata della Passione nel dolore,nel 1911, quando ero ammalato e mi trovavo a Puigcerdà, dove giunsi in condizioni così gravi che, mentre stavano mettendomi nella vasca da bagno, sentii una delle persone che mi reggevano dire a voce bassa: “E’ morto!”.

Poiché la convalescenza fu molto lunga, ebbi il tempo di studiare e meditare su questo Portale.

Sono disposto a sacrificare la stessa costruzione, a rompere archi, tagliare colonne, al fine di dare un’idea di come sia cruenta la sofferenza.” Antoni Gaudì

L’unica facciata completata da Gaudì è quella della Natività. Le sculture del Portale della Passione sono state affidate nel 1986 a Josep Subirachs (circa 100 figure per una durata di 15 anni). Il Volto di Cristo sul Sudario della Veronica al centro della Facciata è scolpito in negativo.

“Non volevo assolutamente che il mio lavoro sembrasse una produzione artistica dell’epoca gaudiana. Ogni aggiunta doveva avere il suo carattere ben definito ed essere il riflesso dell’artista che aveva partecipato, quale che fosse l’epoca di realizzazione. Penso di essere riuscito ad infondere alla Sagrada Familia anche il mio stile. Può darsi che dall’esterno il risultato possa sembrare contraddittorio ed eterogeneo. I volti squadrati dall’espressione drammatica, le figure allungate e afflosciate su loro stesse nella disperazione non hanno alcun elemento in comune con le sculture eseguite dallo stesso Gaudí sulla facciata opposta. Lì regnano le iperdecorazioni, figure ceree che sembrano sciogliersi sulla pietra delle torri. Eppure, c’è un filo conduttore, una specie di marchio inconfondibile, ed è un omaggio all’opera di Gaudí.
Nella casa La Pedrera Gaudí, nell’esuberanza del suo stile, fece sì che i comignoli dell’abitazione perdessero il loro carattere anonimo e si trasformassero in specie di guerrieri medievali, estremamente stilizzati e decorati con elmi calati sul volto privo di espressione. Di questi guerrieri ho voluto riprendere solo l’elmo. Poi vi ho aggiunto una figura intera ben delineata in cui la muscolatura si fonde con l’idea della corazza. Il risultato è di forte impatto visivo drammatico. In Gaudí la forma dei guerrieri era estremamente stilizzata senza alcun richiamo anatomico

Ho celebrato Gaudí soprattutto attraverso la figura dell’Evangelista, al lato del gruppo di soldati dietro alla Veronica. Ho voluto dare all’Evangelista i tratti inconfondibili del volto di Antonio Gaudí. La mia fonte è stata una sua fotografia, durante la processione del Corpus Domini nel 1924”.

J.M. Soubirachs