2007

2000

Veronica’s veil

More challenging than The Shroud
this transient visage
(it vanishes when held to daylight)
has a photographic effect:
eyes open, apprehending.
Its imprint on the scrap of fabric
can’t be explained but tests
have revealed the cloth to be byssus,
a snow-white flax from Egypt
grown for the pharaohs
and used for winding-sheets.
The Pope will have a decision to make.

Willing adherents, searching out
new miracles, arrive by the coachload.
But how is he to say if it’s authentic
and what does ‘authentic’ mean
when it comes to faith? Such
are a pontiff’s day-to-day tussles.
If he declares the veil to be ‘genuine’,
is he a fool or a saint? You could say
he’s in a bind… Undoubtedly
the newspaper image of an image of a face
has an unsettling appeal:
lips just parted, eyes fixing you,
daring you – whatever the Pope’s verdict –
to drop everything and follow.

Sally Carr, Veronica’s veil, 2007, Wiltshire, Inghilterra.

Il velo della Veronica

Più impegnativo della Sindone,
questo volto impalpabile
che scompare alla luce del giorno
come il negativo di una foto:
occhi aperti, occhi che catturano.
La sua impronta su un brandello di stoffa
nessuno la spiega ma gli esami
dicono il tessuto essere bisso,
niveo lino d’Egitto
coltivato per il faraone,
usato per il suo sudario.
Al Papa toccherà decidere.

Fedeli zelanti, alla ricerca
di miracoli nuovi, scaricati dai pullman.
Ma lui, lui come potrà dire se è autentico,
e che cosa vuol dire ‘autentico’
nel linguaggio della fede? Ecco
i tormenti quotidiani di un papa.
Se dichiara ‘vero’ il velo,
è un pazzo oppure un santo? Sembra proprio
un vicolo cieco.. Di certo
la foto sul giornale dell’immagine di un volto
ha un fascino inquietante:
labbra socchiuse, occhi che ti guardano
e sfidano – qualunque sia il verdetto papale –
a lasciare ogni cosa e seguirlo.

Sally CarrTraduzione di Manu