la veronica romana

La maggior reliquia medievale era il velo con la vera effigie di Cristo.

Ovunque, nell’Europa medievale, si trovavano raffigurazioni della vera icona di Cristo che il popolo chiamava veronica: un panno, normalmente bianco ma anche trasparente o scuro, con al centro il volto di Cristo (sereno, luminoso o scurissimo, o, dalla seconda metà del XV secolo, sofferente e insanguinato), sostenuto da due angeli o santa Veronica o i santi Pietro Paolo.

Le più antiche notizie riguardanti la reliquia conservata nella basilica vaticana risalgono al XII secolo, ma è col Giubileo del 1330 che la visione della veronica diviene il maggior premio per i pellegrini: “Ogni venerdì o giorno solenne di festa, si mostrava in San Pietro la Veronica del sudario di Cristo” (Villani, Cronica, VIII, 36).

Secondo i vangeli apocrifi del Ciclo di Pilato (IV-VIII sec.), il velo venne portato a Roma nel I secolo da santa Veronica per guarire l’imperatore Tiberio. La donna aveva avuto in dono la reliquia da Cristo perché desiderava avere il suo ritratto da contemplare mentre lui era lontano.

Dopo il XIII secolo inizia a diffondersi il racconto dell’impressione del velo sulla via del Calvario, ma si diffonde anche il dubbio circa l’esistenza della santa e san Carlo Borromeo espungerà santa Veronica dal martirologio.

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Oggi sulla reliquia, custodita in San Pietro, non è più leggibile alcun volto, e le innumerevoli copie pervenuteci divergono profondamente le une dalle altre. Il progetto Veronica Route intende ricercare i tratti perduti del volto di Cristo attraverso il confronto delle migliaia delle sue copie e lo studio delle principali varianti.