944

Nel 944, con grandissima festa di popolo, prodigi e guarigioni la più venerata icona d’Oriente, il Mandylion di Edessa, giunge a Costantinopoli accolta dall’imperatore Romano il Lecapeno. L’imperatore Costantino Porfiriogeneto (944-959) nell’omelia riporta l’origine dell’immagine secondo il racconto del ritratto che Gesù aveva donato al re Abgar, ma non trascura di indicare una origine alternativa:

“Sul punto principale del fatto, tutti sono d’accordo e convengono che la forma sia stata impressa in modo meraviglioso nel tessuto tramite il volto del Signore vivo.  Ma sul momento essi differiscono, cosa che non nuoce per nulla alla verità: che esso si sia prodotto prima o più tardi. Ecco, quindi l’altra tradizione: quando Cristo stava per giungere alla sua passione volontaria, quando manifestò l’umana debolezza e fu visto mentre agonizzava e pregava, quando il suo sudore scendeva come gocce di sangue, secondo la parola del Vangelo, si dice che egli ricevette da uno dei suoi discepoli il pezzo di stoffa che ora si vede, e si deterse il sudore che stillava. Subito vi si impresse questa impronta visibile dei suoi tratti divini, che fu consegnata a Tommaso con l’incarico che, dopo l’ascensione al cielo, Taddeo la portasse ad Abgar per adempiere alla promessa scritta.”

COSTANTINO PORFIRIOGENETO, Narratio de imagine edessena, XI, PG 113, c. 434.

Il 16 agosto, giorno della traslazione è festa liturgica ancora oggi.

 


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