1220 ca

1200

Uronica et Veronica

Quoniam autem de quinque patriarchalibus ecclesiis Romae tres istas principaliores esse constat, Sancti Salvatoris scilicet Lateranensem, Sanctique Petri, et Sancti Pauli, super his tribus quaedam adijcere non incongrua nec incompetentia ex chronicis et libris historicis studioso labore congesta curavi. De duabus igitur iconiis Salvatoris, Uronica scilicet et Veronica, quarum una apud Lateranum, altera vero apud Sanctum Petrum inter reliquias pretiosiores habetur, primo dicetur.

Lucas vero Evangelista medicus erat, tam corporum egregius quam animarum eximius, et pictor quoque mirabilis; qui cum matri Jesu post ascensionem adhaesisset, inquit ei Maria: “Luca, quare non depingis Filium meum?” Cum ergo ipsa indicante prius singula membra pinxisset, et post multarum deletionum correctiones tandem in unam imaginem conjuncta matri obtulisset, ipsa imaginem diligentius intuita subjunxit: “Hic est Filius meus”. Tales fecit duas vel tres, quarum una Romae habetur apud Lateranensem, scilicet in sancta sanctorum. Quam cum papa quidam, ut fertur, inspiciere praesumpsisset, statim lumen oculorum amisit, et deinde cooperta fuit auro et argento tota praeter genu dextrum, a quo oleum indesinenter emanat. Haec autem imago dicitur Uronica, quasi essentialis. Alia autem imago Romae habetur, quae dicitur Veronica, a Veronica matrona quae tamdiu desideraverat et orationibus Dominum impetraverat videre; quae semel exiens a templo Dominum obvium habuit dicentem: “Verona, ecce quem desiderasti”. Quem cum intuita fuisset, ipse peplum ejus accipiens impressit vultu suo, et reliquit in eo expressam imaginem suam. Haec in magna similiter reverentia, et a nemine, nisi per velorum quae ante dependent interpositionem inspicitur; et haec est apud Sanctum Petrum. Haec autem illa, ut legitur, mulier fuit, quae tangens fimbriam vestimenti Jesu a sanguinis profluvio curata fuit. Legitur etiam quod eadem mulier post Christi passionem Romam de Hierosolimis venire coacta, eamquem secum portare quam relinquere voluit compulsa, statim ut Tiberio Caesari allata fuit curatus est a morbo incurabili quo laboraverat. Dicunt autem quidam vocabulo alludentes, Veronicam dici, quasi veram iconiam, id est, imaginem veram.

GIRALDI CAMBRENSIS, Speculum Ecclesia, Cap VI, De tribus patriarchalibus ecclesiis, inter dictas quinque principalioribus, quaedam memoratu digna non incompetenter apposita.

geraldusAlcune cose degne di memoria aggiunte non senza competenza a riguardo delle tre chiese patriarcali, tra le cinque dette più importanti.

Poiché delle cinque chiese patriarcali di Roma è noto che siano queste tre le più importanti – ovvero la Lateranense del Santo Salvatore, di San Pietro, e di San Paolo – su queste tre ho provveduto ad aggiungere alcune cose non incongruenti né sconvenienti, raccolte con diligente lavoro dalle cronache e dai libri storici.

Dunque si parlerà da principio delle due immagini del Salvatore, ovvero la Uronica e la Veronica, delle quali una presso il Laterano, l’altra invece presso San Pietro sono ritenute tra le reliquie più preziose.

L’evangelista Luca era un medico, tanto valido (sott. medico) dei corpi quanto eccellente (sott. medico) delle anime, e anche un bravo pittore; poichè egli era stato vicino alla madre di Gesù dopo l’ascensione, Maria gli disse: “Luca, perché non dipingi mio Figlio?”. Dunque dopo che, sotto sua indicazione, egli dipinse prima le singole membra e, dopo le correzioni di molte cancellature, alla fine le ebbe mostrate alla madre unite in un’unica immagine, ella stessa dopo aver guardato molto attentamente l’immagine, aggiunse: “Questo è mio Figlio”. Ne fece di tal genere due o tre, una delle quali si trova a Roma presso la Basilica Lateranense, cioè nel sancta sanctorum.

Dopo che un papa, come dicono, ebbe osato guardarla, perse subito la luce degli occhi e allora fu ricoperta d’oro e d’argento, tutta tranne il ginocchio destro, dal quale perde continuamente un unguento. Questa immagine è detta Uronica, per così dire “essenziale”. Un’altra immagine invece si trova a Roma, che è detta Veronica, dalla donna Veronica che aveva a lungo desiderato e ottenuto con preghiere di vedere il Signore; ella, mentre usciva dal tempio, incontrò il Signore che disse: “Verona, ecco colui che hai desiderato”. Dopo che lei lo ebbe guardato attentamente, egli prendendo il suo (di lei) mantello, lo premette sul suo volto, e lasciò la sua immagine impressa su di esso. Questa è tenuta in grande venerazione similmente, e non è vista da nessuno, se non attraverso l’interposizione di veli che pendono davanti. E questa è presso San Pietro. Ma questa fu quella donna, come si legge, che toccando una frangia del mantello di Gesù fu guarita dalla perdita di sangue. Si legge anche che questa stessa donna, dopo la passione di Gesù, fu costretta ad andare a Roma da Gerusalemme, e spinta a portare con sé quella (immagine) che (Gesù) volle lasciare, non appena fu consegnata a Tiberio Cesare, egli guarì da un’incurabile malattia, per la quale aveva sofferto. Ma alcuni dicono, riferendosi al nome, che è detta Veronica, come se (fosse) vera icona, cioè vera immagine.

Traduzione di Donata Piccoli