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Volto Santo di Manoppello, Basilica del Volto Santo, Manoppello, Pescara, Italia (foto di Paul Badde).

Il Volto Santo di Manoppello è un volto di Cristo conservato da 4 secoli nella chiesa del convento dei Cappuccini, ora Basilica del Volto Santo, a Manoppello, dalle caratteristiche uniche.

Posizionato nel tempietto sopra l’altare con le due facce esposte alla luce  il Volto Santo appare tenue e trasparente come una diapositiva, ugualmente visibile sulle due facce del velo. Il volto, costituito dalla variazione di un solo colore (rosso o grigio nelle diverse condizioni di luce), fa corpo unico col tessuto e sparisce nella trama se osservato frontalmente. Il volto mostra i segni di sofferenza del Cristo passionato come la guancia colpita da Malco e la bocca gonfia. La sofferenza è però rappresentata in modo unico rispetto alle opere quattrocentesche o più tarde: non vi è infatti alcuna enfasi o aggiunta di gocce di sangue, lacrime o spine.

L’impressionante vivezza del viso può essere data dalla doppia immagine ben leggibile su entrambe le facce a seconda dell’illuminazione. Il viso esposto alla luce frontale appare severo, la bocca è aperta e sono ben visibili le due arcate dentali. Quando esso è invece attraversato dalla luce, le labbra appaiono più gonfie, in particolare il labbro superiore, mentre i denti sono solo accennati come punti chiari su fondo scuro. Ulteriore motivo di questa impressione di movimento che l’immagine restituisce all’osservatore potrebbe essere la sproporzione anatomica del volto che costringe chi guarda a un aggiustamento continuo.

Purtroppo molto poco è stato pubblicato circa gli studi ottici effettuati, sia riguardo la tecnica pittorica sia riguardo la natura del tessuto, del quale nel 2007 è stata avanzata l’ipotesi che potesse essere  bisso marino. Non sono conosciute altre opere realizzate come il velo di Manoppello su un tessuto senza alcuna preparazione e dalla trama così rara.

Storia

L’unico documento sull’arrivo del velo a Manoppello è la Relatione Historica redatta dal predicatore cappuccino padre Donato da Bomba tra gli anni 1642-1645. La relazione è stata pubblicata nel 2016 a cura di E.Colombo e M.Colombo.

41pxilrmfbl-_sx330_bo1204203200_In essa si narra che il Volto Santo è arrivato a Manoppello agli inizi del 1500 offerto da un misterioso pellegrino al medico Giacomantonio Leonelli nella chiesa matrice intitolata a San Nicola di Bari. Dopo circa 100 anni l’immagine viene venduta a Donato Antonio De Fabritiis, notabile del luogo, da Marzia Lionelli, bisognosa di denari per aiutare il marito in carcere. De Fabritiis nel 1638  dona il velo ai frati cappuccini di Manoppello. La presenza dei Cappuccini era stata richiesta dalla cittadina di Manoppello nel 1616 e i lavori per la costruzione del Convento e della chiesa erano iniziati nel 1620.

La Relatione di padre Donato da Bomba che racconta la storia del velo e ne ratifica la donazione ai Cappuccini viene letta e autenticata con lettura pubblica nel 1646. Il verbale su pergamena, oggi conservato dai Cappuccini a L’Aquila, reca le firme di 13 anziani e notabili, insieme a quelle del De Fabritiis e del padre Donato Da Bomba. In quell’occasione, per la prima volta, il velo viene esposto alla pubblica venerazione.

Inizialmente il velo viene conservato in uno stipetto chiuso a fianco dell’altare. Dalla Relatione di Donato Da Bomba si deduce che viene mostrato solo a chi ne fa richiesta. Solo quarant’anni dopo, nel 1646, verrà realizzata una cappella laterale per conservare l’immagine, visibile ai fedeli solo in alcuni giorni l’anno. Per quasi 400 anni il velo è stato oggetto della pietà locale. Sono state rinvenute solo rare tracce indicative di una devozione al velo di Manoppello nelle chiese della Diocesi di Chieti-Vasto e nei conventi della Provincia dei Cappuccini.

Nel 1999 padre Heinrich Pfeiffer ha avanzato l’ipotesi che il velo possa essere la veronica romana. Nel 2006, la visita di Benedetto XVI  a Manoppello nel cinquecentenario dell’arrivo del velo in Abruzzo, ha convogliato su di esso l’attenzione della comunità internazionale.