1627-33

Carlo Pellegrini, G. Abbadini e altri, Partenza di santa Veronica, Storie del sudario della Veronica, affresco, 1630-1633, cappella di Santa Veronica, Grotte Vaticane, Basilica di San Pietro, Roma, Città del Vaticano.

Partenza di Santa Veronica, corridoio, parete sinistra.

La cappellina della Veronica è sotto il pilastro sud-ovest della crociera della basilica di San Pietro ed è visibile dalla basilica attraverso una grata nel piedestallo della colossale statua del Mochi. Gli affreschi seicenteschi raccontano la storia della reliquia secondo gli apocrifi del ciclo di Pilato, e i principali eventi che la videro protagonista tratti dalle bolle e dalle cronache.

G.L.Bernini presenta ad Urbano VIII il progetto del pilone della Veronica, volta. Il giovane in ginocchio che guarda lo spettatore è probabilmente Carlo Pellegrini, l’autore degli affreschi.
Ostensione del Volto Santo a Carlo di Sicilia e Giacomo d’Aragona nel 1296, volta.
Nicolò V mostra la veronica a Federico III, volta.
Gesù incontra la Veronica, corridoio, parete destra.
Santa Veronica mostra il velo all’imperatore Tiberio, volta.
La solenne processione di Giovanni VII (705-707) che portò la reliquia nel tabernacolo da lui eretto, volta.
Ostensione del sudario a Ludovico re d’Ungheria (1350), volta.

L’affresco recita: “Sudarium Veronicae Iussu Bonifacii IX ostenditur Regi Hungariae”(Ostensione del Sudario della Veronica per ordine di Bonifacio IX al re d’Ungheria), ma la cronologia di Ludovico I (21 luglio 1342 – 10 settembre 1382) non concorda con quella di Bonifacio IX (2 novembre 1389 – 1 ottobre 1404). Luigi o Ludovico il Grande fu re di Ungheria quando era papa Clemente VI ed è storicamente certo il pellegrinaggio di Ludovico il Grande a Roma per l’anno santo del 1350 (segnalazione di Antonio Menna).

L’insieme della cappella di Santa Veronica.

Le pareti e volta delle quattro cappelline dedicate ai santi in nesso con le Reliquie Maggiori (sudario della Veronica; capo di Sant’Andrea, Lancia di Longino e Vera Croce ritrovata da Sant’Elena) vennero affrescate prima della collocazione delle statue nelle nicchie. E, poiché  solo la Veronica del Mochi mantenne la posizione originaria nel pilastro di sud-ovest, gli affreschi delle altre cappelle non sono pertinenti alla dedicazione del rispettivo altare. Le pale musive sono opera di Fabio Cristofari dagli originali dipinti da Andrea Sacchi. Sempre nelle grotte, nella cappella della Madonna del Bottaccio, Giovan Battista Ricci ha raffigurato i cibori che custodivano le reliquie nell’antica basilica.


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