1981

Vicente Lopéz, San Giuda Taddeo, scultura in legno policroma, 1981, capilla de San Judas Tadeo, iglesia de San Nicolás, Valencia, Spagna.


La figura di san Giuda Taddeo, patrono delle cause perse o impossibili, ha acquisito nella chiesa sempre più importanza. Spesso davanti alla cappella dedicata a San Giuda si forma una fila ordinata di fedeli che chiedono l’intercessione del santo nelle situazioni particolarmente difficili.

L’apostolo Giuda Taddeo è stato erroneamente identificato con Taddeo discepolo di Tommaso che portò il Mandylion a Edessa, per questo viene rappresentato con il Mandylion. In alcuni casi, come accade qui, la sovrapposizione con il racconto della Veronica riporta sul panno del Mandylion il volto con i tratti di sofferenza e la corona di spine.

Altri pensano che all’origine dell’attribuzione del simbolo del Volto Santo alla figura dell’apostolo Giuda Taddeo potrebbe invece essere l’unica sua citazione riportata nei vangeli:

Durante l’Ultima Cena, Giuda chiede a Gesù: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. (Gv 14, 22-23)

Per questo motivo l’apostolo viene rappresentato con un medaglione con il volto di Cristo sul cuore che, nel tempo, è poi stato interpretato come il velo della Veronica/ il Mandylion.

Nella stessa chiesa santa Veronica è rappresentata nel quattrocentesco retablo de la Crucifixión e nella cappella di San José.

Segnalata da Elena Bertoletti


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