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Sesta stazione, Via Dolorosa, 1483, Gerusalemme, Israele.

A partire dalla fine del XIV secolo, i francescani, stabilitisi definitivamente nei luoghi santi, organizzarono la visita dei luoghi santi secondo un programma quasi invariabile, all’interno della basilica del Santo Sepolcro e nella città di Gerusalemme.  Ogni giorno compivano un percorso chiamato santo circolo o le cerchie. Dal monte Sion, luogo dove i francescani vivevano, coi pellegrini nobili e i chierici loro ospiti si recavano all’ospizio di san Giovanni Battista dove c’erano altri pellegrini e iniziavano, due ore prima dell’aurora, l’itinerario davanti alla Basilica del Sepolcro. Uno dei primi resoconti è quello di Ogiero VIII, signore d’Anglure, che arrivò a Gerusalemme il 4 ottobre 1395.

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foto 1898 – 1914

Tutte le relazioni citano il palazzo di Pilato con la condanna a morte di Gesù. Alcune parlano di un luogo dove il Salvatore si riposò, ma non si trovano d’accordo sull’indicazione del luogo (alcuni, come Ricoldo da Monte Crucis, lo collocano prima dell’aiuto che Gesù ricevette dal Cireneo, altri, come Nicola da Poggibonsi, lo situano prima dell’incontro con la madre, o lo fanno coincidere con questo incontro, come Odorico da Pordenone; altri ancora, come Ogiero d’Anglure, lo pongono davanti la chiesa del Santo Sepolcro). Il riposo, di cui parlano e che Burcardo di Monte Sion (1285) e Giacomo da Verona (1335) chiamano caduta, è dovuto alla prostrazione di Gesù sotto il peso della croce. Vengono quasi sempre citati gli incontri del Salvatore con la madre, con le donne di Gerusalemme e con il Cireneo. Tuttavia, l’ordine in cui si succedono questi incontri è instabile e varia da autore ad autore. A quest’epoca non si parla ancora di Veronica. Quanto alle stazioni che si veneravano nella basilica del Santo Sepolcro si ricordano il luogo della crocifissione, il Calvario, il luogo in cui il corpo fu deposto per essere unto con gli aromi e quello della sepoltura. Si mostrava anche il luogo in cui furono divise le vesti di Cristo, ma non quello in cui ne fu spogliato.  Alcuni di questi siti – come il Santo Sepolcro, il Calvario, il palazzo di Pilato – si basavano su una tradizione che risale alla Chiesa primitiva. I luoghi della crocifissione e dell’unzione di Cristo possono invocare una tradizione relativamente antica, dal momento che essi risalgono almeno all’XI secolo. Anche il luogo dell’incontro di Gesù con la madre potrebbe essere antico, giacché il mosaico – messo in luce quando si scavarono le fondamenta della nuova chiesa, e che è anteriore al VII secolo – sembra indicare il luogo tradizionale occupato dalla Vergine al momento dell’incontro. Vi si costruì una chiesa dedicata a s. Maria dello Spasmo. Quanto agli altri luoghi corrispondenti alle stazioni della Via Crucis, la loro designazione non si basa su alcuna tradizione antica e si fece in modo molto arbitrario e ogni pellegrino, si potrebbe dire, li collocò nel luogo dove, secondo il suo parere, erano accadute le scene corrispondenti. Di qui, la grande varietà che si nota nei cronisti a proposito del luogo della caduta di Cristo e di quelli dell’incontro con le donne di Gerusalemme e con il Cireneo.

C’è un distico latino di W. Wey (William Wey, Loca Sancta in Stacionibus Jerusalem, 1485 d.C.), composto a scopo mnemonico, che ricorda quattordici luoghi. Recita:

Lap strat di trivium flent sudar sincopizavit

Por pis lap que schola domus her Symonis Pharisey.

Ogni parola ha una corrispondenza con un luogo:

1 Lap Lapis: la pietra con le croci sopra la quale Cristo cadde con la croce.

2 Strat Strata: strada percorsa dal Signore durante la passione.

3 Di Divitis: casa del ricco che non volle dare le briciole a Lazzaro.

4 Trivium Trivium: il trivio dove Cristo cadde con la croce.

5 Flent Flent: luogo dove le donne piangevano su Cristo.

6 Sudar Sudarium: luogo dove una vedova o la Veronica pose il sudario sul

volto di Cristo.

7 Sincopizavit Sincopizavit: luogo dove la beatissima Vergine Maria sincopizzò.

8 Por Porta: porta per la quale Cristo passò nella passione.

9 Pi Piscina: piscina nella quale gli ammalati venivano risanati al tempo di Cristo.

10 Lap Lapides: pietre sopra le quali stette Cristo mentre veniva

condannato a morte.

11 Shola Scholas: luogo dove la Beata Maria passò alle scuole [presentazione].

12 Domus Domus: casa di Pilato.

13 Her Herodias: casa di Erode.

14 Symonis Pharisey: casa di Simone Fariseo.

 

Alcuni di questi fatti si ricavano dai Vangeli: la condanna di Gesù nel palazzo di Pilato, l’incontro con le figlie di Gerusalemme e con il Cireneo, la crocifissione, la morte di Cristo in croce, la deposizione dalla croce e la sepoltura. Altre hanno origine dagli apocrifi, come l’incontro di Cristo con la madre e la caduta, che sono prese dal vangelo di Nicodemo, il quale sostiene che, nel corso della breve sosta, durante la quale fu requisito un passante per portare la croce, Maria riuscì a fendere la folla e arrivare fino al suo divin figlio, che giaceva nella polvere e faceva sforzi per risollevarsi sotto i colpi e le imprecazioni dei carnefici, questo racconto era ripreso in modo patetico da più fonti.

C’era poi la devozione al Volto Santo di Nostro Signore, e al velo della Veronica, conservato in San Pietro a Roma, le cui testimonianze più antiche risalgono al XII secolo. Raccomandata dai sommi pontefici, questa devozione si diffuse in tutti i paesi, e in quasi tutte le chiese si troveranno riproduzioni dell’immagine del Salvatore del velo della Veronica. La scena di Veronica (nome latino che rende approssimativamente il greco Berenikes), che asciuga il volto di Gesù e dell’impronta sanguinante dal volto del Salvatore lasciata sul suo velo è il risultato di una soluzione di continuità nello sviluppo di una leggenda sulla cui genesi i critici ancora non concordano. Uno dei primi autori ad introdurre questa scena nella passione del Salvatore, è Roberto d’Argenteuil, che, verso il 1300, la riferisce come abbiamo appena fatto. Presto fu ripresa in tutte le meditazioni sulla passione e nelle Vite di Nostro Signore.

In seguito, si indicò anche il luogo a Gerusalemme dove era avvenuto l’incontro tra Cristo e la Veronica e i pellegrini poterono venerarvi il posto dove si trovava la casa della Veronica e venire a conoscenza di come era avvenuto il miracolo. Già nel 1335 Giacomo da Verona, nella relazione del suo viaggio, fa allusione alla scena della Veronica, ricordando il locus ubi Christus dedit Veronicam, id est faciem; i pellegrini invece cominciano a parlare di questa scena solo a partire dal XV secolo, nel 1483 F. Fabri menziona il luogo della Veronica.

La casa era segnalata nelle mappe con una piccola scala, sempre disegnata dai pellegrini.

9247798148_8a28ecf828_bSalendo i gradini della Via Dolorosa, la sesta stazione è identificata da un frammento di colonna nel muro di una abitazione che scavalca la via. Una lunga fila di archi rampanti in successione, a sostegno degli antichi edifici, contribuisce a fare di questo tratto in salita uno dei più suggestivi e pittoreschi di Gerusalemme. Nella muratura in pietre e mattoni e nelle tubature di terracotta ritrovate nel sito dove si indicava la casa della Veronica, l’archeologo C. Shick vede dei resti di una casa giudaica anteriore all’epoca romana. Inoltre, il capitello di marmo bianco – che si vede nella finestra orientale geminata del minareto della moschea, a SO della caserma turca (Antonia) –, raffigurante l’incontro di Gesù e della Veronica (che porta il velo sul braccio) e un uomo con la tunica sollevata sulle ginocchia sarebbe del XII secolo. Tuttavia la scena sembra rappresentare la leggenda più antica perché Cristo non porta la croce (vedi Iacopo da Varazze nella Legenda Aurea).

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Il sito della sesta stazione, acquistato dai Greci Cattolici verso la fine del XIX secolo, comprende una chiesa superiore ed un sotterraneo, i cui resti più antichi possono forse essere appartenuti alla chiesa bizantina dei Santi fratelli medici Cosma e Damiano. La casa della Veronica è oggi l’abitazione delle Piccole Sorelle di Gesù, congregazione religiosa che si ispira alla vita e agli scritti del beato Charles De Foucauld.